Andare dallo psicologo…tra falsi miti e leggende metropolitane

“Sei psicologo? Dai allora psicanalizzami!”
“Sei psicologo? Sai stanotte ho sognato…”
“Sei psicologo? Perchè da qualche tempo io e mio marito…”

Queste sono solo alcune delle frasi che noi psicologi ci sentiamo spesso rivolgere, nei contesti più differenti: in una cena tra amici, sotto l’ombrellone d’estate al mare, persino in coda al supermercato…

A chi non è mai capitato di pronunciare una di queste frasi, o almeno di sentirla pronunciare da qualcuno?

Eppure, malgrado la facilità e la frequenza con la quale noi psicologi veniamo interpellati sulle questioni più disparate, il numero delle persone che decidono di affidarsi seriamente ad un professionista è ancora troppo basso rispetto al numero di coloro che ne hanno realmente bisogno.

Perché succede questo?

Perché quando incontriamo uno psicologo siamo un fiume in piena di domande e curiosità, e poi ci paralizziamo all’idea di prendere un appuntamento vero in uno studio?

“Dallo psicologo vanno solo i pazzi”

Primo stereotipo, che a fatica stiamo cercando di combattere.

Chi sarebbero poi questi pazzi? È una categoria che non risulta in nessun manuale diagnostico!

Dallo psicologo vanno coloro che hanno deciso di darsi una possibilità per stare meglio, vivere con più serenità i rapporti con gli altri, gestire un momento di difficoltà, e soprattutto, scoprire le proprie risorse e le proprie capacità.

“Lo psicologo mi farà il lavaggio del cervello”

C’è anche chi pensa allo psicologo come una sorta di stregone, capace di leggere nella mente, di suggestionare.

Niente di più lontano dal mio lavoro!

Molto spesso ai miei pazienti faccio la metafora della vita come una stanza.

Chi viene da me è in cerca di qualcosa: migliorare il rapporto di coppia, risolvere una situazione in ambito lavorativo, riconciliarsi con il proprio passato e la propria famiglia di origine, liberarsi dall’ansia, dalla tristezza, dal senso di colpa, imparare a volersi bene… tutte queste richieste in realtà hanno la stessa radice…quello che tutti noi esseri umani per natura ed inclinazione cerchiamo è LA FELICITA’, LO STARE BENE.

Ebbene, spesso non riusciamo a trovare questa felicità, perché la nostra vita/stanza è caotica, piena di cose messe alla rinfusa, magari anche cose vecchie che avremmo dovuto buttare ma che ancora teniamo lì ad occupare posto.

E allora ci si affanna, e il disordine in cui siamo immersi ci rende nervosi, o depressi, o sfiduciati:  in alcuni casi ci convinciamo quasi che nella stanza la felicità non ci sia proprio, ed è inutile cercarla.

Ecco qui spiegato il lavoro dello psicologo: aiutare a fare ordine, ridare a tutti “gli arredi” la loro collocazione, togliere la polvere che per anni è stata nascosta sotto il tappeto; ed è proprio in questa fase di “revisione” che tornano alla luce tante cose che avevamo dimenticato di avere, e che finalmente acquistano una veste nuova nella nostra “stanza”.

Lo psicologo quindi accompagna in qualità di esperto il paziente alla riscoperta di sé, del suo potenziale  e della bellezza della sua “stanza/vita”.

Dallo psicologo sai quando inizi e non sai quando finisci

Altra credenza diffusa quanto sbagliata.

Non è lo psicologo che decide la durata del tuo percorso, sei tu l’unico a poter decidere quando sei soddisfatto del “restauro della tua stanza”, in base a quelli che sono i tuoi bisogni e le tue necessità!

Magari adesso hai solo bisogno di buttare via il vecchio e riverniciare le pareti; tra qualche anno deciderai di voler scegliere l’arredamento nuovo..

La cosa importante è che una volta imparato a verniciare, potrai poi intervenire da solo tutte le volte che la tua stanza avrà bisogno di una rinfrescata!

Diventerò dipendente dallo psicologo come una droga e non potrò più farne a meno

Niente di piu sbagliato!

L’obiettivo del lavoro psicologico è rendere le persone libere, consapevoli e indipendenti.

In tutti i momenti di apprendimento della nostra vita abbiamo avuto bisogno di un aiuto, un sostegno: i primi passi, andare in bicicletta, imparare a leggere, guidare la macchina…poi però, una volta imparato, abbiamo proseguito da soli, in tutta autonomia!

Andare dallo psicologo costa troppo!

L’ultimo punto su cui vorrei soffermarmi.

credo che questo preconcetto sia legato al fatto che si crede che psicologo stia lì e ti faccia solo parlare…a volte senza nemmeno ascoltarti troppo…e allora tanto vale “sfogarsi” con un amico, un parente…

Io credo che il problema sia dare il giusto valore al benessere psicologico: se per la gastrite o la cefalea ti rivolgi ad un medico, perchè non rivolgersi ad uno specialista quando è la tua anima a soffrire?

E tu…quanta importanza dai alla tua felicità?

Sei soddisfatto della tua “stanza/vita”?

Cosa si potrebbe modificare per stare ancora meglio?

Contattami al 3298860438 per un primo momento di confronto.

 Sarò felice di rispondere alle tue domande e condividere le tue riflessioni

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