La fine di un amore…”reimparare a camminare”

La fine di un amore è un momento di vita molto delicato.

E. è una giovane donna di poco piu di trent’anni.

La conosco ormai da un pò, ed in terapia ho seguito tutta l’evoluzione della sua storia d’amore.

Uno di quegli amori assoluti, travolgenti, in grado di metterti davanti ai tuoi limiti e farteli superare.

Da qualche tempo però le cose erano profondamente cambiate nella sua relazione di coppia, e malgrado i tentativi fatti, è arrivata la doccia fredda che E. mai si sarebbe aspettata: lui le ha detto che forse non l’amava più, e che non credeva più nei progetti di vita insieme.

La fine di un amore era arrivata anche per lei

E. è stata letteralmente travolta da un mare di emozioni: il dolore, la rabbia, e il senso di impotenza, la delusione verso se stessa, per essersi donata completamente senza accorgersi che in mezzo a tutti i problemi su cui avevamo lavorato insieme, nel suo compagno stava lentamente morendo l’Amore.

Nella seduta di ieri mi ha portato una canzone che ha ascoltato molto in questi giorni, e che rappresentava il suo stato d’animo e i suoi pensieri, “Cosa mi manchi a fare” di Calcutta.

la pioggia scende fredda su di te

E’ cosi che E. immagina il suo compagno, bagnato da una pioggia fredda che ha spento il suo sentimento, rendendo freddo anche lui.

Dice poi a se stessa:

forse è vero ti eri fatta trasparente…ma non ci cascherai mai

…le vengono in mente tutti i momenti in cui nei mesi precedenti si è sentita “invisibile” per lui, e si ripeteva ugualmente che avrebbe saputo accorgersi se la situazione fosse precipitata…non ci sarebbe cascata!

E invece, la catastrofe improvvisa…e con essa il bisogno istintivo che abbiamo di negare il dolore che le fa dire…

non importa se non mi ami più, e non importa se non mi vuoi bene

…quasi a convincere se stessa di non provare realmente tutto quel male.

Eppure dalle nostre emozioni non possiamo fuggire, ed E. dopo tanta terapia questo lo sa bene… il dolore si riaffaccia con tutta la sua prepotenza.

Prende la forma della nostalgia…

mi prenderò un gelato con il tuo sapore

…laddove la mente razionale tenta di archiviare e metter distanza, il cervello emotivo continua la sua elaborazione, facendo riemergere all’improvviso le memorie sensoriali più profonde… E. rievoca il sapore dei suoi baci, il profumo della sua casa, con una severa malinconia.

Di nuovo la rabbia si fa strada, quando il dolore non trova una valida spiegazione e non si rassegna…

ti spaccherò la faccia se non mi dai il cuore

..quel cuore che era appartenuto a lei, quel cuore che era stato per anni la casa del suo amore.

E di nuovo la necessità di mettere distanza, di proteggersi, agli occhi di se stessa e soprattutto degli altri, dei conoscenti e degli amici, del mondo…

io ti dichiaro dentro una TV che da te non ho voluto amore

…quasi a voler dire “non stavo facendo sul serio, non ci starò male, non è successo nulla”…

Ma dentro di sè E. sa benissimo quanto il suo unico desiderio sia ricongiungersi con l’amato…

volevo solo scomparire in un abbraccio, confondermi con te

…l’amore simbiotico, fusionale, che ci fa sentire tutt’uno con l’altro, e a cui E. sente di essere stata strappata.

Eppure, lui non la ama più e non desidera più le stesse cose di lei per il loro futuro…non c’è altra strada che l’accettazione.

La fine di un amore è un passaggio dolorosissimo per ciascuno, poichè comporta il graduale disinvestimento da un progetto e un ritorno alla propria solitudine, con ferite da curare e una nuova direzione da prendere.

Il testo si conclude con l’unico finale possibile,

dovrò reimparare a camminare se non ci sei tu

…esattamente come da piccoli, un passo dietro l’altro, nel rispetto dei propri tempi.

 

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